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Odio e divisione palpabili contro la manifestazione per il NO alla legge Covid

Updated: Nov 18

Insulti e aggressioni anche verso le famiglie con bambini.

Rettifica dei fatti riportati da alcuni quotidiani in merito all’aggressione avvenuta durante il corteo della manifestazione contro la legge Covid.


16 novembre 2021


L’odio e la divisione che divide la nostra società a causa della tematica Covid si è palesata durante quei brevi momenti di aggressione durante la manifestazione autorizzata «Homo Pandemicus Quo Vadis? Filosofia in Piazza, Atto III» di sabato 13 novembre. Noi di GenitorInformaTi eravamo presenti: come genitori, come cittadini pacifici, non possiamo rimanere in silenzio davanti a quanto accaduto.


Mentre sfilavano, i manifestanti, compresi noi di GenitorIformaTi, sono stati aggrediti e insultati da un gruppo di giovani vestiti di nero, incappucciati e mascherati, che hanno lanciato sedie e bicchieri (vedi articolo La Regione).

Tra i manifestanti vi erano anche famiglie con bambini piccoli, tra i quali un bambino di 6 anni e il fratello di 15 anni, scampati per miracolo dall’essere colpiti dalla sedia lanciata. Una mamma, membro del nostro comitato, ha ripreso l’accaduto con il telefonino e, avvicinatasi agli aggressori nell’intento di riportarli alla calma e facendo notare loro la presenza dei bambini, si è vista strappare di mano il telefonino da un facinoroso che non le ha risparmiato insulti accompagnati da un gesto offensivo (vedi foto). Il telefonino è stato in seguito recuperato da una manifestante ancor prima che intervenisse la polizia.
Foto Rhein TV - Momenti in cui viene strappato il telefono.

Le numerose immagini registrate che girano sui social parlano chiaro e sicuramente non lasciano indifferenti chi le guarda. Vivere sulla nostra pelle l’intolleranza da parte di questi giovani nei nostri confronti ci fa capire quanto, nella nostra società, siano cresciuti i sentimenti di pregiudizio e di rabbia contro chi la pensa diversamente. Constatiamo con rammarico la scarsa oggettività da parte di chi ha il dovere di fornire un’informazione libera, al di sopra delle parti. Nel riportare l’accaduto, pochi giornalisti si sono preoccupati di dare voce a chi ha subito le aggressioni, ovvero i partecipanti al corteo, dando invece ampio spazio a un caso isolato di un ragazzo che sarebbe stato accerchiato e insultato da alcuni manifestanti che lo credevano parte degli aggressori, e secondo il quale il fatto che fosse volata una sedia verso i manifestanti non sarebbe «niente di trascendentale». Aggressioni, insulti e lancio di sedie che, sottolineiamo, erano rivolti a un corteo di uomini, donne, anziani e bambini inermi. La Polizia presente, anziché fermare gli autori dell’aggressione, ha ritenuto opportuno sottoporre al test alcolemico il padre del bambino scampato alla sedia lanciata, al quale non è stata data nemmeno la possibilità di sporgere denuncia per la scampata aggressione perché, così gli hanno detto, avevano altre priorità.

Apriamo una parentesi con una riflessione sul ruolo generale dei media citando un articolo del quotidiano francese Le Monde (apparso nell'aprile 2019): «La Radio-Télévision des Mille Collines ha diffuso l’odio, dapprima timidamente, poi in modo totalmente consapevole. Per esempio, divulgava i nomi delle persone da abbattere, offriva premi in cambio di cadaveri e incitava i miliziani al massacro: «Darete fuoco ai Tutsi e si pentiranno di essere nati... Fate un buon lavoro!», Le fosse sono ancora mezze vuote, dovete riempirle!» La RTLM ebbe un ruolo cruciale nel genocidio del 1994, in cui 800’000 Tutsi e Hutu moderati persero la vita, secondo l’ONU», conclude Le Monde. Ovviamente qui non siamo a questo punto estremo, ma riteniamo che occorra essere sempre vigili sulla diffusione delle notizie proprio per evitare spaccature o, peggio, guerre civili, nella società.


Di fronte a questo accaduto ribadiamo l’importanza di impegnarci per la libertà di scelta, di espressione e la necessità di formare i giovani alla non violenza. Alla manifestazione del 13 novembre a Bellinzona, hanno partecipato diverse centinaia di persone, appartenenti a diversi gruppi e associazioni, tra cui medici e scienziati membri di Aletheia, l’Associazione per la Scienza e la Proporzionalità, i movimenti giovanili La Resistenza e Mass-Voll, i Nonni per le generazioni future, l’Associazione Libera-mente Umani, la Lega Verde (vedi flyer conferenza) tutti gruppi che, benché ognuno con le proprie specificità, si sono uniti in un unico coro a favore della libertà di scelta e contro la discriminazione per le proprie scelte.


Foto Rhein TV- Insulti e gesti offensivi dopo aver strappato il telefono dalla mano.
Foto TI-Press - Momenti in cui un membro del nostro comitato cerca di recuperare il suo telefono.



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