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Lettera genitori

A distanza di un anno da quella prima ordinanza che impose l’uso della mascherina nella scuola media superiore, ci ritroviamo oggi, nella medesima situazione.


Di fronte alla triste constatazione che nulla è cambiato in meglio per i giovani, noi genitori e membri dell’Associazione GenitorInformaTI, ci interroghiamo su quello che è accaduto fino ad oggi e soprattutto sul futuro che stiamo costruendo per i nostri figli.


Per rispondere alla richiesta di collaborare per il bene della collettività, accettando l’uso della mascherina e il distanziamento sociale, abbiamo ceduto la libertà di respirare e la libertà di contatto dei nostri ragazzi. Accettando quarantene e test di massa a scuola, abbiamo ceduto la loro libertà di movimento e il loro diritto all’istruzione.


Abbiamo accettato di continuare a mandarli in una scuola in cui direttori e insegnanti, nell’esecuzione acritica di un ordine superiore, si sono trasformati nei più efficienti poliziotti che con rimproveri, minacce e punizioni reprimono quelli che, tra i loro studenti, abbassano la mascherina magari solo per riuscire a respirare meglio.


Oggi, dopo la falsa illusione di una riduzione delle restrizioni, ci troviamo nella condizione di dover continuare a cedere le libertà dei nostri giovani. Viene da chiedersi: per cosa stiamo facendo tutto questo? Per promesse e false speranze che hanno portato solo a una lenta perdita dei diritti fondamentali dell’essere umano.


Viviamo in una realtà in cui il “consenso” ci viene estorto con il ricatto. Viviamo in una realtà distopica dove ci viene detto che per muoversi “liberamente” occorre avere un lasciapassare.

La vita sociale dei nostri giovani, già messa a dura prova da chiusure e restrizioni, da limitazioni e divieti, ha subito l’ennesimo pesante attacco con la campagna vaccinale.


Le richieste legate alla mascherina, al vaccino, ai tamponi, non sono altro che una manipolazione fatta sui nostri ragazzi i quali, in modo indiretto, vengono minacciati di punizione nell’eventualità in cui la loro scelta sia contraria a quella proposta.


La comunicazione fa leva sulla paura che i giovani hanno di perdere la possibilità di relazionarsi con i loro coetanei; i giovani vengono minacciati di perdere quelle relazioni interpersonali che sappiamo essere indispensabili per il conseguimento di quello stato di benessere che l’essere umano, in quanto “animale sociale”, va perseguendo nel corso di tutta la sua vita.


La comunicazione fa leva, poi, sul senso del dovere e sul senso di colpa dei ragazzi, arrivando ad additarli come responsabili del prorogarsi del male che colpisce la collettività.


Di fronte a tutto questo, la libertà si svuota del suo profondo e concreto significato e diventa sterile merce di scambio utilizzata al fine di non subire la peggiore delle punizioni che si possa infliggere all’uomo: l’esclusione sociale. Quest’ultima va a fare da cornice a quell’immagine, ancora peggiore, di individui egoisti, malvagi ed indifferenti che viene attribuita a chi non si omologa alla scelta della massa.


Da genitori responsabili, oggi, alziamo la voce per far sentire quella troppo flebile ed impaurita dei nostri figli e chiediamo che venga restituita a tutti e, soprattutto ai giovani, la libertà di pensare, di operare, di scegliere in modo autonomo senza alcuna ripercussione, poiché questi sono i diritti inalienabili di ogni essere umano.

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