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La Svizzera nell’inganno del coronavirus

Come la politica e i media ingannano la popolazione.


I dati di Israele e Inghilterra lo hanno dimostrato da tempo: la protezione del vaccino anti-Covid contro il contagio e la trasmissione svanisce dopo poche settimane, e anche la protezione contro la malattia grave dura solo pochi mesi. I certificati di vaccinazione e l’obbligo vaccinale non hanno quindi alcun senso dal profilo medico ed epidemiologico, o sono addirittura controproducenti.


Perché, contrariamente alla narrativa ufficiale, tra i “3G”[1] i vaccinati sono il gruppo più a rischio a causa della sola protezione a breve termine contro il contagio, che ha già portato a numerose infezioni di massa ai concerti, nelle case di cura e sulle navi da crociera, pertanto per alcuni eventi deve già di nuovo presentare un test PCR.


Sono invece le persone guarite – quindi già circa un terzo della popolazione svizzera – che sviluppano un'immunità collettiva e a lungo termine contribuendo in tal modo al superamento della pandemia. A questa conclusione è giunto anche il capo epidemiologo dell’Islanda, che ha recentemente sperimentato la sua più alta ondata di infezioni fino ad oggi, nonostante un tasso di vaccinazione record di oltre il 90% tra gli adulti.


La Svizzera ha iniziato la vaccinazione di massa un po' più tardi di Israele. Tra gli anziani svizzeri che sono stati vaccinati in primavera, la protezione contro l’infezione e la trasmissione è ormai quasi inesistente, ma attualmente esiste ancora una certa protezione contro la forma grave della malattia e l’ospedalizzazione che alcuni scettici erroneamente negano.


Tuttavia, tale protezione non è più così alta come suggeriscono l’UFSP e i media: a Ginevra il 20% dei pazienti ospedalizzati per Covid sono già stati vaccinati. Con un tasso di vaccinazione di poco inferiore all’80% tra gli anziani, ne risulta un effetto protettivo di al massimo il 75% anziché del 95%: un rischio cinque volte superiore. Entro l’autunno, inoltre, questa protezione scenderà a meno del 50%, come in Israele.


La presunta “pandemia dei non vaccinati” è quindi una favoletta ormai smentita da tempo. Lo sviluppo in Israele e in altri Paesi "pionieri della vaccinazione" è così sgradevole per la politica svizzera che il ministro della salute svizzero non ha voluto parlarne in un talk show (dal minuto 56). La vaccinazione "non dovrebbe essere messa in discussione". In pratica, una dichiarazione di fallimento.


Israele: doppia vaccinazione già ampiamente inefficace

Israele: La vaccinazione offre poca protezione contro il contagio e la malattia (FT)


Per i diretti interessati che si sono affidati alle false promesse di autorità, media ed "esperti", si tratta ovviamente di un boccone amaro. In Israele, si è già dovuto procedere alla terza vaccinazione: coloro che sono stati vaccinati due volte sono di nuovo annoverati tra i non vaccinati, hanno il divieto di accesso e subiscono intimidazioni dal governo. Ma anche la terza vaccinazione è improbabile che protegga fino alla fine dell’inverno. Negli Stati Uniti si parla già di una vaccinazione “ogni cinque mesi”.


Tuttavia, con ogni vaccinazione a mRNA, aumenta il rischio di gravi effetti collaterali cardiovascolari e neurologici (vedi la panoramica attualizzata). In Israele, un aumento significativo di miocarditi e attacchi cardiaci, nonché un inspiegabile aumento della mortalità generale, soprattutto tra i giovani, si erano già riscontrati nel corso della campagna di vaccinazione.


Contrariamente alle cifre di Swissmedic, che si basano su rapporti incompleti, è probabile che alla fine di luglio si siano verificate in Svizzera circa 10’000 reazioni gravi alle vaccinazioni e circa 250 decessi legati ai vaccini. Dal mese di agosto, per la prima volta in Svizzera è emerso anche un insolito eccesso di mortalità tra le persone di età inferiore ai 65 anni (vedi grafico UST). È ancora troppo presto per fare affermazioni certee, ma questo sviluppo deve essere monitorato da vicino.


Nel frattempo, in gruppi Telegram come “Corona-Impfschäden Schweiz” (20’000 membri), “Impfopfer-Info” (36’000), “Pflegepersonal für Aufklärung” (65’000) e “Covid Vaccine Injuries” (36’000) diretti interesssati, famigliari, medici e operatori sanitari riferiscono di reazioni vaccinali gravi e letali in tutte le fasce d’età, che l’opinione pubblica difficilmente verrebbe a sapere da altri media.


Le restrizioni sono spesso giustificate dalla carenza di letti di terapia intensiva, ma nel campo del trattamento precoce ambulatoriale basato sull’evidenza la Svizzera non ha fatto nulla fino ad oggi. Per contro, ai pazienti viene spesso somministrato il costosissimo Remdesivir, che è noto da un anno per essere clinicamente inefficace, nonché tossico per il fegato. E non sono state create nemmeno ulteriori capacità temporanee, come in Svezia.


Le autorità e i media svizzeri non ne vogliono sapere di tutti questi fatti, gettano fumo negli occhi della popolazione, mentre continuano a spingere con le vaccinazioni infantili particolarmente discutibili. Per spingere alla vaccinazione anche la popolazione giovane e scettica, a partire dall’autunno i non vaccinati subiranno varie vessazioni nella vita di tutti i giorni. E ciò nonostante il fatto che le cifre dell’UFSP mostrino che le persone giovani e sane sono poco rilevanti per l’occupazione degli ospedali.


Nei Paesi limitrofi come la Francia e l'Italia, capita che le persone senza un "certificato" non possono più fare acquisti, andare al ristorante o prendere il treno. In Europa e nel mondo, la repressione contro gli attivisti dei diritti civili è aumentata in modo massiccio. La situazione è particolarmente drammaticanell’ormai fallito “Modello-Zero-Covid” dell’Australia. Allo stesso tempo, in tutto il mondo stanno avendo luogo ampie proteste, che sono per lo più ignorate dai media compiacenti.


ll calcolo strategico della "politica Covid" mondiale è da tempo evidente: la gente deve essere spinta verso il "passaporto vaccinale" e quindi nel sistema di identità digitale biometrica che gli attori internazionali stanno progettando da anni, che potrà essere poi ampliato in un sistema di credito sociale sul modello cinese (cfr. avvertimento di Edward Snwoden).


Ma c’è anche un altro modo: in Spagna, il "pass verde" è stato arrestato dalla Corte suprema (“inefficace e contrario ai diritti fondamentali”); in Danimarca, il governo ha annunciato sotto la pressione della popolazione che da settembre ritirerà il "pass verde" e altre restrizioni; e la Svezia ha comunque superato la pandemia senza mascherine obbligatorie, lockdown e chiusure di scuole elementari e continua ad essere sotto la media europea in termini di morti.


La Svizzera della democrazia diretta dovrà decidere nelle prossime settimane e mesi se vuole prendere la via autoritaria o quella liberale. Come detto, da un punto di vista medico ed epidemiologico, i "certificati di vaccinazione" e la "vaccinazione obbligatoria" non si giustificano.


Svezia: mortalità dal 1990 al 2021

Svezia: mortalità dal 1990 al 2021(SCB)


Quiz: spavalderia o inganno?

Quella che segue è una raccolta di alcune dichiarazioni completamente irrealistiche fatte negli ultimi giorni e settimane da attori svizzeri in materia di Covid. Spavalderia o inganno?

1. Il ministro della salute svizzero: “Al momento, tuttavia, non ci sono prove del fatto che la protezione diminuisca dopo la vaccinazione, soprattutto nel caso dei decorsi gravi della malattia.”

2. L’esperta dell’UFSP: “Il fatto di contagiarsi di nuovo quando si è vaccinati è un’eccezione.”

3. Il presidente della task force: “Se tutti si vaccinassero, l’epidemia finirebbe in otto settimane.”

4. Il presidente della Conferenza dei direttori cantonali della sanità: “Il certificato Covid è una storia di successo.” [In realtà, i certificati di vaccinazione hanno fallito e sono inutili.]

5. Il presidente della Commissione federale per le vaccinazioni: “Ora occorre fare ‘un po' di pressione’ sui non vaccinati. L’obbligo del certificato vaccinale dev’essere esteso immediatamente. Questo è inevitabile. Non si può più aspettare.”

6. Un professore di immunologia del Politecnico federale: “Quelli che decidono di non vaccinarsi prima o poi prenderanno il virus. () A causa della variante Delta, ogni persona non vaccinata è un potenziale superdiffusore.” [In realtà, la vaccinazione non offre una protezione duratura contro l’infezione; nessuna differenza nella carica virale.]

7. Il direttore di un’associazione ospedaliera: “Grazie all’alta disponibilità a vaccinarsi, il rischio di infezione negli ospedali di Zurigo da parte dei dipendenti dell’ospedale è molto basso .”

8. L'ex direttore di Avenir Suisse: “La regola più sensata sarebbe quindi probabilmente una regola 1G o 2G: le persone vaccinate (e quelle guarite, che però sembrano essere meno protette dall'infezione) non dovrebbero essere sottoposti a nessuna restrizione della vita sociale ed economica e dovrebbero poter condurre una vita normale.” [In realtà, i guariti sono più protetti dei vaccinati; dei 3 gruppi, i vaccinati sono il gruppo più pericoloso, mentre i testati sono i più sicuri].

9. Un giornalista della SonntagsZeitung: “Gli oppositori della vaccinazione stanno prolungando la pandemia e mettendo in pericolo gli altri. Se fossero vaccinati, la quarta ondata sarebbe appena percettibile.”

10. L'editore della Weltwoche: “Come i responsabili della task force scientifica, [anch’egli] parla di una 'pandemia dei non vaccinati'. Se fossero infettati, subirebbero un decorso molto più grave della malattia. Un’ulteriore diffusione della pandemia potrebbe essere impedita dalla vaccinazione .”


Confinamenti svizzeri privi di efficacia

I lockdown non hanno avuto alcun effetto significativo nemmeno in Svizzera.


I lockdowns in Svizzera senza influsso sul tasso di riproduzione R(MedInside/UFSP)

Nessuna efficacia dell’obbligo delle mascherine

L’obbligo delle mascherine non ha avuto alcuna efficacia in tutto il mondo. Per saperne di più.

Svezia vs. Germania: obbligo delle mascherine senza efficacia (di più)




Mortalità svizzera per fascie d’età, dal 1971 al 2020


Sotto i 70 anni non vi è stato eccesso di mortalità. Per saperne di più. Svizzera: mortalità nelle fasce d’età 60+, 1971-2020 (dati: UST)


[1]‘3G’ fa riferimento ai 3 tre gruppi che possono ottenere un certificato vaccinale: geimpft (vaccinati), genesen (guariti), getestet (testati). (NdR)



Fonte: https://swprs.org/die-schweiz-im-corona-schwindel/

Traduzione a cura di Genitorinformati

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