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L’impostura dei «diritti sessuali» e dell’«educazione sessuale»

«Che lezione c’è oggi pomeriggio? chiese il direttore.

Abbiamo fatto Sesso elementare per i primi quaranta minuti, rispose la governante…»

Aldous Huxley, Il Mondo Nuovo.


Nel suo libro Il Mondo Nuovo, Aldous Huxley ci aveva già avvertiti sul totalitarismo mondiale cui saremmo stati confrontati in futuro: quello della sessualità senza coscienza e senza intimità per tutti, fin dalla più tenera infanzia.

educazione sessuale nei bambini

Fonte immagine: link

Oggi i «diritti sessuali» sono una nuova ideologia alla moda, promossa da diversi organismi internazionali nel campo della salute, e in particolare della salute dei minori, e che ci viene imposta attraverso gli Standard per l'educazione sessuale in Europa, senza che la popolazione1 sia stata consultata su questi temi.


La psicologa francese Ariane Bilheran2, nel suo libro L’imposture des droits sexuels. Ou la loi du pédophile au service du totalitarisme mondial, (L’impostura dei diritti sessuali. O la legge del pedofilo al servizio del totalitarismo mondiale) sostiene la tesi secondo cui molte persone di buona volontà sarebbero manipolate loro malgrado sulla base delle buone intenzioni: credendo di lavorare per la «prevenzione» sostengono inconsapevolmente un’ideologia pedofila. Molte persone sarebbero a loro volta vittime di questa propaganda. La psicologa e filosofa francese focalizza la sua attenzione sui processi manipolativi e totalitari in atto, decifrandoli in modo tale da aiutare a vedere con chiarezza.


Contestualizzazione dei «diritti sessuali»

Leggiamo nel suo blog:

«Non amo le polemiche, perché non mi piacciono le lotte sterili, ma mi piace dire la verità. Ma se c'è una controversia, è perché c'è una “guerra di parole", e questo significa che le parole non significano più la stessa cosa per le persone che si parlano. Il mio lavoro, in sostanza, è mettere ordine nel significato delle parole. Perché se non lo si fa, alla fine ci si ritrova con:

"La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L'ignoranza è forza". (Orwell, 1984).

Le parole che danno un nome alla realtà o la rinominano in modo diverso ci portano alle peggiori tragedie.»

Dalla manipolazione del linguaggio…


«Diritti sessuali» e «educazione sessuale»

Nel suddetto libro, Ariane Bilheran conferma, mediante esempi concreti, l'esistenza di gravi abusi in Francia con la pretesa degli adulti di "educare sessualmente" i minori. Ha analizzato molti passaggi della "Dichiarazione dei diritti sessuali" la quale, con il pretesto di lottare per i diritti degli omosessuali, i diritti delle donne e i diritti alla salute (la "prevenzione") sostiene tale deriva pedofila.

La sua ricerca è consistita nel decifrare le fallacie perverse che sostengono l'abuso sessuale di bambini e adolescenti, "in tutta bontà" o "per il loro bene".


Il sofismo dei diritti sessuali


In realtà, secondo Ariane Bilheran i «diritti sessuali»sono un sofismo, ossia un ragionamento falso secondo le regole della retorica! In che cosa consiste questo ragionamento?


«I diritti di tutti (sia degli adulti che dei bambini) sono dei diritti umani.

I diritti sessuali sono dei diritti umani. I diritti sessuali sono dei diritti di tutti.»


Qual è esattamente la frase logica qui per quanto concerne i «diritti sessuali»?


Se X è Y, Z è Y, quindi Z è X

Prendiamo il ragionamento sostituendo i termini dell’equazione per capire meglio la falsificazione in essa contenuta:

«Una mela (X) è un frutto (Y)

Una banana (Z) è un frutto (Y)

Dunque una banana (Z) è una mela (X)»

In altri termini, i testi relativi ai «diritti sessuali» ci inducono in errore a tal punto da confondere una banana con una mela.

Paragoniamo l’equazione con il sillogismo, che è il vero ragionamento nel discorso (secondo le regole della retorica stabilite da Platone, Aristotele, Cicerone, Tertulliano, Quintiliano ecc., ovvero dai maestri che ai nostri giorni si è avuto l’arroganza di gettare nella spazzatura della Storia):

«Tutti gli uomini sono mortali (premessa maggiore)

Socrate è un uomo (premessa minore)

Quindi Socrate è mortale (conclusione)»


«X è Y,Z è X, quindi Z è Y»

Nel caso dei diritti sessuali, il sofismo consiste nel confondere l’attributo e il gruppo di appartenenza. Poiché esiste un attributo comune (per es. tutti coloro che mi leggono hanno gli occhiali), ciò significa che si appartiene allo stesso gruppo (per es. i miopi hanno gli occhiali, quindi tutti coloro che mi leggono sono miopi). Questo argomento è errato e si basa sulla confusione secondo cui l’appartenenza allo stesso gruppo possa creare attributi comuni, per esempio che qualsiasi specie appartenente alla categoria (umana) abbia per natura gli stessi diritti. Eppure, proprio per questo, benché sia il bambino che l’adulto siano esseri umani e entrambe le categorie abbiano dei diritti, non si tratta affatto degli stessi diritti, in virtù della profonda differenziazione preesistente alle due categorie.

Quindi, per quanto possa sembrare incredibile, l’intera dichiarazione dei diritti sessuali si basa su una fallacia che manipola l’opinione pubblica distorcendo il ragionamento logico.

Tale sofismo (falso ragionamento) lo ritroviamo molto spesso in questi vari testi, per esempio negli Standard per l’educazione sessuale in Europa:«La sessualità infantile è molto più ampia di quella di un adulto medio e può essere considerata come un aspetto dello sviluppo della sensualità, che fa parte dello sviluppo psicologico, sociale e biologico.»

I professionisti della salute psichica dei bambini e degli adolescenti saranno lieti di apprendere che, fra i vari esempi, il bambino tra i 7 e i 9 anni «fantastica molto» , in particolare sul fatto di «essere innamorati di qualcuno dello stesso sesso», o che a «10 anni» i bambini cominciano a manifestare «l’interesse per la sessualità degli adulti» e «fantasticano sulla sessualità» degli adulti, oppure che tra i 16 e i 18 anni, «sanno più chiaramente se sono eterosessuali oppure omosessuali» e affinano la loro «carriera sessuale», che generalmente passa per le tappe seguenti: «baciarsi, toccarsi ed accarezzarsi da vestiti, petting da nudi, rapporto sessuale (per gli eterosessuali) e, infine, sesso orale e, talvolta, anale.»

Dunque il bambino avrebbe una sessualità, e questa sarebbe «molto più ampia di quella di un adulto medio». Tra l’altro, questo sarebbe anche il motivo per cui bisognerebbe assolutamente «iniziare l’educazione sessuale a partire dai 4 anni», per cui ai bambini da 0 a 4 anni sarà insegnata: «la riproduzione», «la masturbazione» (sì, avete letto bene, tra «0 e 4 anni»), «il piacere legato a un contatto fisico», le «identità sessuali».» (cfr. libro di A. Bilheran pag. 77).

Diritto sessuale o diritto di trasgredire in tutta impunità?

Qui di seguito vi proponiamo una sezione tratta dal libro di Ariane Bilheran (il grassetto è opera sua!).


«Ricordiamolo: l’educazione consiste nel reprimere le proprie pulsioni primarie per sublimarle, non nell’incoraggiarle.

E dell’educazione sono soprattutto i genitori che si devono occupare, scegliendo che tipo di educazione dare (cfr. l’articolo 26.3 della Dichiarazione universale dei diritti umaniI genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.). La prevenzione dei minori pone un problema di responsabilità e di responsabilizzazione. Se si considera che il bambino è penalmente “irrresponsabile” fino al raggiungimento della maggiore età, vuol dire che la responsabilità spetta ai genitori. “Responsabilizzando” un bambino di 12 anni, non è forse un mezzo perverso che alcuni adulti potrebbero utilizzare per sgravarsi dei loro doveri e obblighi nell’educazione dei propri figli? E, ciò facendo, questi genitori immaturi aggravano ulteriormente il problema dando “carta bianca” agli altri per “educare”. Gli “altri” sarebbe lo Stato, il quale naviga in piena deriva totalitaria e perversa.

“Educando sessualmente” i bambini e gli adolescenti, non rispettando la loro immaturità sessuale e il loro pudore (di cui il filosofo Hegel diceva che era un tratto essenziale di civilizzazione, dato che, attraverso i vestiti, il pudore fa uscire l’umano dalla sua animalità), si infligge loro un vero e proprio trauma. Questo non ha nulla a che vedere con la prevenzione: non è altro che il pretesto perverso per far passare delle ideologie e dei comportamenti pedofili.»3

Laureata presso l’Ecole Normale Supérieure (Ulm) di Parigi, Ariane Bilheran è filosofa, psicologa clinica, dottore in psicologia clinica e psicopatologia, nonché conferenziera.

Autrice di una ventina di libri, è specializzata nella psicologia del potere: potere deviante (tirannia, molestie, manipolazione e patologie associate, perversione, paranoia ecc.) e potere giusto (autorità, riassunzione del proprio potere personale ecc.).

https://www.arianebilheran.com


1Nel 2015, la Commissione federale per la salute sessuale (CFSS) ha elaborato una definizione della salute sessuale per la Svizzera. Basata su quella dell’OMS e sui relativi diritti sessuali, la Definizione della salute sessuale per la Svizzera si declina secondo 5 campi d’azione prioritari, uno dei quali è l’educazione alla salute sessuale.

2A. Bilheran è laureata in filosofia all'Ecole Normale Supérieure dove ha conseguito un dottorato in psicopatologia ed è autrice di numerose pubblicazioni.

3Ariane Bilherand, L’imposture des droits sexuels, pag. 53. Traduzione dal francese a cura di GenitorInformaTI.

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