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Direttrice "colpevole" di aver dato compiti a casa ai bambini delle Scuole elementari

Aggiornamento: 22 feb

La normativa che ha imposto l'obbligo della mascherina alla scuola elementare ha raccolto il dissenso di numerosi cittadini che, in più di 500, sono scesi in piazza a Bellinzona domenica 9 gennaio 2022.

Dopo la pausa natalizia, molte famiglie hanno scelto di tenere i propri i figli a casa da scuola, in attesa di ricevere risposte ai loro tanti dubbi circa l'efficacia dell'utilizzo della mascherina e soprattutto in attesa della presentazione di evidenze scientifiche a testimonianza di quanto l'autorità va dicendo circa la non nocività dell'uso continuativo e prolungato della mascherina.

Nessuno ha dato risposta alle domande fatte. Nessuno, a partire dai direttori delle scuole elementari per finire all'ufficio del medico cantonale, ha adempiuto al suo dovere di placare le preoccupazioni manifestate da questi genitori. L'unica azione messa in atto è stato il divieto impartito ai direttori e docenti delle scuole, di consegnare il materiale didattico alle famiglie definite “No mask” al fine di impedire agli scolari di proseguire il lavoro da casa.


In questo clima di ricatto, la direttrice delle scuole elementari di Locarno, Elena Zaccheo è stata l'unica persona che si è preoccupata di continuare a mantenere al primo posto i bambini, tirandoli fuori dal gioco forza instaurato dalle autorità nei confronti delle famiglie non allineate all'obbligatorietà della mascherina tra i banchi delle elementari.

La signora Zaccheo si è resa colpevole di aver continuato a consegnare ai suoi tre alunni assenti da scuola, il materiale necessario per il mantenimento della continuità scolastica anche da casa.

In un mondo “Normale”, se ancora ha senso usare questa parola, una direttrice di questo calibro avrebbe ricevuto una promozione poiché, incurante delle conseguenze a cui sarebbe potuta andare incontro, ha scelto di non ubbidire in maniera acefala a quanto le veniva imposto, salvaguardando il bene dei suoi alunni, la loro istruzione ed educazione. Così facendo non è certo venuta meno ai suoi compiti e doveri professionali di direttrice anzi, ha dato prova di mettere al primo posto coloro per i quali ricopre il suo ruolo: i bambini.

In un mondo che però viaggia al contrario, come quello in cui oggi ci ritroviamo a vivere, quella stessa persona che ha messo a rischio la sua carriera, per difendere i suoi alunni, diventa oggetto di un'interrogazione da parte di sei consiglieri il cui capofila, Pier Mellini, non ha proprio accettato che il Dicastero non sia intervenuto con un richiamo nei confronti della signora Zaccheo. Mancanza che, sempre secondo il consigliere Mellini, non ha fatto altro che accentuare il malcontento delle direzioni degli altri Municipi che invece sono state così attente ad eseguire gli ordini ricevuti disinteressandosi completamente del bene dei loro alunni.

Noi rappresentanti dell'Associazione GenitorInformaTI, riteniamo che l'unico malcontento che questi direttori dovrebbero manifestare, è quello verso la loro difficoltà di discernere, in tutta coscienza, l'azione giusta da fare, nel rispetto della loro professione e nel rispetto della difesa di un'istruzione inclusiva e non discriminativa.

In un periodo storico, ormai arrivato ai due anni consecutivi, carico di grandi disagi e difficoltà soprattutto per la scuola, ci sembra inappropriato, voler a tutti i costi, attaccare la direttrice Elena Zaccheo che ha scelto di gestire questa ulteriore e nuova situazione con grande professionalità ma anche con grande cuore a dimostrazione che la scuola non può andare avanti solo su regole stabilite a tavolino ma piuttosto deve costantemente tenere conto che quegli ordinamenti coinvolgono e modificano la vita dei bambini che, in questo tempo, sono vittime silenziose e indifese.

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