Chi siamo e cosa ci sta a cuore

Come è nata l'associazione.

 

Siamo un’associazione senza scopo di lucro, apolitica e aconfessionale, nata dall’iniziativa di diversi genitori del Cantone Ticino in seguito alle misure adottate con la Risoluzione Governativa 5695 del 9 novembre 2020 emessa dal Consiglio di Stato, che introduce l’obbligo delle mascherine nelle scuole medie.

Dal 9 novembre 2020 i ragazzi già dai 11 anni che frequentano le scuole medie in Ticino devono OBBLIGATORIAMENTE indossare la mascherina per almeno 7 ore al giorno (a cui si aggiungono i tragitti casa-scuola-casa in bus o in treno), incluso durante le pause all’esterno, perfino quando potrebbero mantenere le distanze raccomandate. Ciò avviene anche durante le ore di educazione fisica, persino quando, come accade in alcune sedi, viene svolta all’esterno. Queste condizioni, dunque, sono addirittura più severe di quelle imposte al resto della popolazione adulta che – diversamente dai ragazzi ai quali il porto della mascherina è imposto durante tutto l’orario scolastico – ha la possibilità di gestirne l’uso in modo autonomo potendo concedersi delle pause. Occorre inoltre ricordare che i ragazzi subiscono spesso queste restrizioni in modo passivo: molti di loro, soprattutto i più giovani, non hanno il coraggio di chiedere di poter uscire dalla classe per abbassare un attimo la mascherina e respirare liberamente, contrariamente a quello che farebbe senz’altro un adulto.

Fin dal primo giorno di obbligatorietà del porto della mascherina a scuola, molti ragazzi hanno riportato malesseri di vario tipo, quali mal di testa, accentuata sonnolenza, nausea e vomito, difficoltà di concentrazione, capogiri e vertigini, spossatezza e dolore al petto, irritazioni cutanee al viso e sulle mani (quest’ultimo disturbo probabilmente dovuto all’abuso di disinfettante).
Grazie alla rete di genitori che si è subito mobilizzata contro queste misure sproporzionate nelle scuole a livello nazionale, e grazie anche a medici e legali che ne hanno preso le difese, alcuni bambini e ragazzi sono stati esentati dall’obbligo della mascherina. In alcuni casi, tuttavia, questi bambini e ragazzi sono diventati oggetto di discriminazioni e mobbing (persino da parte di docenti) e ciò nonostante il fatto che fossero in grado di attestare validi motivi di carattere medico, ma anche legale, che giustificavano la dispensa dall’obbligatorietà di indossare la mascherina.

Tuttavia, la maggioranza di essi si è vista respingere dal medico cantonale gli attestati medici per la dispensa dal porto della mascherina, per cui continuano a doverla indossare sopportando in silenzio malesseri di vario genere.
Vorremo quindi lanciare l’appello: «Basta costrizioni, proteggiamoci con proporzionalità!»
In questo senso, ci impegniamo per tutelare l’integrità e la libertà della popolazione più fragile della nostra società, assicurando che le misure di protezione dalla pandemia non causino più danni di quelli che vorrebbero evitare.